Io intanto lo segnalo, poi vedremo se sarà confermato o meno. Il New England Complex System Institute (NECSI) prevede che per la fine del 2012 si verificherà un nuovo picco nel prezzo delle materie prime alimentari – la variabile di riferimento tracciata dal modello è il FAO Food Price Index – con due imputati in prima fila: l’attività degli speculatori (cioè chi compra e vende contratti future su una materia prima senza poi usarla fisicamente, ma al solo scopo di guadagnare sulle compravendite successive) e l’uso di cereali per la produzione di bio-carburanti. La questione è drammaticamente importante, dato che un incremento del prezzo del cibo ha impatti devastanti in larghe parti del pianeta.

Quello che non mi convince del tutto è il modello utilizzato per fare la previsione (lo trovate nelle appendici qui). Si tratta di una applicazione ben fatta, ma non particolarmente originale, di system dynamics ad un modellino semplice-semplice domanda/offerta, la cui soluzione genera una dinamica oscillatoria. Ma la storia è deterministica, usa parametri aggregati e non strutturali (cioè non passarebbe il test della critica di Lucas, su cui personalmente ho parecchio da dire, ma che comunque è argomento da trattare seriamente e non con l’accetta), e tralascia completamente qualsiasi informazione sulla microstruttura dei mercati di riferimento. Mmhh, ho l’impressione che si possa fare di meglio.

E con la speranza che quelli di NECSI non c’abbiano preso!

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