Viral Acharya commenta sulla riforma del sistema di regolamentazione dei mercati finanziari USA firmata mercoledì scorso da Obama (Dodd-Franck Act). Le argomentazioni critiche sono condivisibili anche se, viste da questa sponda dell’Atlantico, verrebbe da dire che nonostante tutto anche quel poco è pur sempre meglio del clamoroso niente dell’Europa. Tra quelli avanzati da Acharya un punto, in particolare, mi sembra rilevante. Bene l’introduzione della Volcker Rule, così come la prescrizione per le banche commerciali di costruire party walls e scorporare in tal modo le attività speculative dirottandole su veicoli speciali (SPV). Ma il fatto che la regolamentazione sia ancora una volta per forma anzichè per sostanza rischia di portarci al punto di partenza. Dopo tutto, anche le famose cartolarizzazioni dei mutui avvenivano per mezzo di SPV ufficialmente scorporati dalle banche per aggirare i requisiti di capitalizzazione. Insomma, il vecchio detto fatta la legge, trovato l’ingannonon è mai stato tanto vero quanto per Wall Street.Update (24/07/2010): Boston Consulting Group ha presentato una ricerca su alcuni gruppi bancari europei, nella quale si sottolinea come i requisiti di capitale richiesti dal progetto di riforma dellla regolamentazione noto come Basilea 3 sono favorevoli all’attività di trading e sfavorevoli a quella di credito tradizionale. Se volessi leggere questa cosa alla luce delle considerazioni che ho provato ad esporre verso la fine del mio post precedente,  comincio a preoccuparmi.

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